Indagine IPSOS commissionata da CNA

Come vivono l'Unione Europea le PMI

Lo scorso primo luglio Matteo Renzi ha inaugurato il semestre italiano alla Presidenza della Commissione Europea. Un appuntamento molto importante su cui ricadono molte aspettative soprattutto da parte delle piccole e medie imprese che sperano che Renzi sia in grado di dare nuovo slancio e nuovo impulso alle politiche economiche del vecchio continente. CNA ha commissionato un’indagine ad Ipsos per capire cosa pensano dell’Europa e dell’Euro gli artigiani e le piccole imprese alla vigilia del semestre italiano. Il dibattito sul valore dell’Unione Europea è sempre vivo tra le PMI e i lavoratori autonomi italiani. Nonostante gli anni di crisi e ‘rigore’, ancora il 44% ne dà un giudizio complessivamente positivo (soprattutto tra chi gestisce aziende di almeno 10 dipendenti). L’Europa unita ha giovato indubbiamente alle esportazioni, con la moneta unica e l’abbattimento delle barriere doganali: sono infatti queste le principali motivazioni alla base dei giudizi positivi, citate da circa due terzi degli intervistati favorevoli alla UE. Non riscuotono altrettanto successo altri aspetti legati al processo di ‘unificazione’ europea: burocrazia, stretta sui bilanci pubblici e vantaggi economici concentrati tra pochi, in primis la Germania, conflitti e divisioni tra Paesi. Appare quindi più articolato il ventaglio delle carenze che metà degli imprenditori rimproverano all’Europa. L’unione Europea suscita allo stesso tempo delle perplessità: si tratta per certi versi di un’istituzione che non ha agito in modo adeguato per ridurre le disparità tra Paesi ricchi e Paesi poveri (75% esprime un giudizio negativo), né per supportare le aziende meritevoli vs. quelle malgestite (65%). Di fatto l’Europa del 2014 non è ancora considerata vicina alle esigenze delle aziende: l’incapacità di ridurre il peso della burocrazia ne è solo il sintomo più evidente. Ma non è comunque l’Europa da biasimare per la crisi e la persistente stagnazione economica che imprese e cittadini stanno vivendo negli ultimi anni: l’Italia stessa - malgoverno e le mancate riforme - è causa dei suoi” mali” (42%). Raggiungere un governo unico - non ostaggio di appetiti e paure dei vari Paesi - ed al contempo lasciare maggiore autonomia decisionale sui temi specifici è l’Europa attesa dalle PMI.

Di cosa ci sarebbe bisogno? Quali priorità da affrontare durante il semestre italiano?
Chiare le esigenze delle PMI italiane: riduzione della pressione fiscale (51%), semplificazione della burocrazia (46%) e maggiore accesso al credito (45%) sono ancora una volta i tre temi chiave per i quali si richiede anche alle istituzioni europee (oltre che a quelle italiane) maggior attenzione e impegno. Vi è poi una richiesta esplicita di mettere le PMI al centro di azioni mirate di politica economica per favorire l’armonizzazione delle normative e semplificare l’accesso al mercato europeo.
Nonostante tutto le previsioni sono ottimiste: l’Europa sta andando nella giusta direzione con l’auspicio che nel medio-lungo periodo si punti alla formazione di un vero e proprio governo europeo.

Marialisa Boschetti
Presidente CNA Pavia

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