Governare la ripresa con il lavoro di squadra delle imprese, della rappresentanza e della politica ...

... ma non fateci morire di tasse!

Il titolo del convegno che CNA ha organizzato lo scorso mese di maggio a Lariofiere, "Governare la ripresa", racchiude una richiesta e un impegno. Abbiamo scelto questo approccio al confronto perchè convinti che quello che occorre al Paese è un lavoro di squadra svolto dal Governo insieme alle imprese e alla loro rappresentanza. Bisogna trasmettere  con forza l'idea di un'Italia che non vuole distruggere ma si impegna a costruire per le imprese ma anche per i cittadini, per i lavoratori, per i disoccupati, per gli studenti, per i giovani e per i pensionati. E' stato sufficiente nell'ultimo trimestre 2013 un timido dato positivo di crescita dell'economia per far ripartire la voglia di investire, di riprendere un cammino che da troppi anni si è arenato. Segnali di timida ripresa che si sono rapidamente riassorbiti in una sostanziale stagnazione. Ma alla fine come va lo sappiamo ormai da un po' di anni, dobbiamo continuare a camminare, sapendo che siamo in  salita ma abbiamo alcune carte da giocare. Quella che mi sembra tra le più importanti e da valorizzare è la tradizione del nostro settore manifatturiero. Questo Governo ha ottenuto una grande fiducia dal Paese, significa che si vuole ancora stare in squadra ma abbiamo bisogno di un impegno che dia anche risultati a breve, ma soprattutto il senso di marcia. E' giunto il momento di redigere un piano organico per la crescita che inglobi misure già previste a nuovi programmi italiani ed europei. Si deve far leva sulla lotta all'evasione fiscale, si deve chiarire quanto sarà previsto in sede di esercizio di delega fiscale, si deve pensare a una vera riorganizzazione e ristrutturazione industriale, a misure reali per rilanciare mercato interno e produrre lavoro in particolar modo per le piccole aziende artigianali. Quello che ci occorre è una politica chiara per il debito pubblico e per le riforme che vanno combinate in un progetto generale; non è più rinviabile la riforma della Pubblica Amministrazione, della Giustizia civile, del Fisco, e non più rinviabili le riforme istituzionali. Di tutto va valutato il merito senza sacrificare sull'altare della presunta efficienza le conquiste democratiche dell'ultimo secolo. Ma senza una terapia d'urto italo-europea in economia e nella finanza, si rischia di dilatare i problemi della produttività e della competitività. Sul versante del lavoro e degli investimenti, il Governo si sta impegnando; certo nelle scelte premianti per rilanciare i consumi non devono essere escluse le imprese, ma al pari dei lavoratori dipendenti anche quelli autonomi devono poter godere di un sostegno concreto.

Siamo al palo, visto e considerato che anche con misure incentivanti e provvedimenti che rilancino i consumi, con una tassazione che grava sulle imprese come nessuna in Europa non andremo da nessuna parte e il nostro motore rimarrà ancora per molto senza benzina.

E' evidente che così com'é oggi strutturato il sistema di contribuzione delle piccole e medie imprese non regge. Come si può pensare di continuare così? Però non possiamo nemmeno gettare la spugna perché noi imprenditori siamo persone responsabili, teniamo ai nostri collaboratori e alle nostre produzioni. Siamo affezionati alla nostra impresa che in molti casi abbiamo ereditato e gestiamo da generazioni. Questa responsabilità ci porta a insistere, a non mollare. Amiamo il nostro Paese, molto spesso il marcio Italia è la forza intrinseca dei nostri prodotti. La nostra soluzione non è quella di andare in Svizzera come si scrive da più parti. La nostra sfida è quella di crescere in Italia, ma non si può nemmeno continuare a lottare contro i mulini a vento.

Chiediamo che le Istituzioni stiano al nostro fianco in questo tentativo di sviluppo e non che ci impongano ostacoli che hanno tanti nomi diversi, ma che alla fine possiamo chiamare tasse. La nostra speranza è che si possa tornare a vivere in Italia una condizione accettabile per le imprese, perché quelle neonate possano crescere, quelle storiche possano continuare a tramandare la propria tradizione e tutte le altre possano svolgere con serenità, quotidianamente e con soddisfazione il proprio dignitoso lavoro.

Enrico Benati, Presidente CNA Como

Giovanna Picariello, Presidente CNA Lecco