Svolto a Milano il 20 Marzo 2018 suscitando grandissimo interesse

FASHION CULTURAL HERITAGE

Convegno e giornata di studio per la valorizzazione degli archivi della moda promosso da Federmoda e realizzato in collaborazione con Regione Lombardia


Il convegno e giornata di studio promossa da CNA Federmoda in collaborazione con Regione Lombardia sulla valorizzazione degli archivi della moda come motore di sviluppo per il Made in Italy, non ha tradito le aspettative degli organizzatori. Sono stati 300 i partecipati. Tutti molto interessati all’argomento trattato dai qualificati relatori che, coordinati dalla Professoressa Maria Canella, dell’Università Statale di Milano si sono alternati sul palco.

Come spiegato nel comunicato stampa che annunciava l’evento, l’anno 2018 è stato individuato come Anno Europeo per la salvaguardia e la valorizzazione del Cultural Heritage e perciò CNA Federmoda, in collaborazione con Regione Lombardia, hanno voluto promuovere una giornata di studio per raccogliere informazioni sulle attività svolte dagli archivi che conservano materiali inerenti il “sistema moda”.

L’obiettivo è quello di capire lo “stato dell’arte” e delineare strategie per censire, tutelare e valorizzare al meglio gli archivi di tutti i soggetti, pubblici e privati, che a vario titolo custodiscono preziosi materiali del mondo della moda italiana, la seconda industria del paese, con forti legami con il mondo dell’arte dal quale, attinge e restituisce - da sempre - espressioni artistiche di altissimo livello.

Una giornata di studio quindi, ma anche di emozioni. I relatori, tutti, hanno catturato l’attenzione dei presenti, mostrando immagini straordinarie: disegni, tessuti, abiti, oggetti che sono nell’immaginario e nel desiderio di ognuno di noi, raccontando con precisione le modalità con cui è organizzata la catalogazione, la conservazione e il reperimento dei diversi materiali.
Si sono predisposti ambienti - è stato detto - realizzati con lo stesso meticoloso criterio utilizzato per custodire le opere d’arte.

Abbiamo sentito dire da uno dei relatori che “… si raccolgono documenti (atti, scritture, fotografie, manifesti, grafiche) divisi per ente di provenienza, da diversi fondi, catalogati e digitalizzati con massima cura”. Da un’altro: “… e' necessario che l’heritage sia parte del valore di un brand attraverso decisioni strategiche. Quando un brand è dotato di heritage significa che ha trovato la strada che sbloccae il valore dell’impresa abilitando il passato per agire nel presente e per rafforzare il proprio futuro”. E ancora “... dobbiamo essere pronti in una fase in cui le case di moda, caratterizzate sempre più da un elevato turnover, sentono l’esigenza di affidare ai propri archivi il compito di mantenere viva la memoria del loro passato e soprattutto di trasferire ai nuovi arrivati i prestigiosi codici del loro DNA”.

Sono molte le raccolte, gli archivi, i musei ma ognuno si è organizzato a modo suo e non esiste uno standard condiviso per la catalogazione, cosi come non esiste un archivio degli archivi, cioè un unico luogo da cui accedere a tutte le informazioni disponibili. Un luogo possibile con le attuali tecnologie che potrebbe essere messo a disposizione di tutti, per studiare, per documentarsi sul passato e cercare ispirazioni per il presente e per il futuro. Un luogo che serve agli studenti, al mondo accademico ma anche alle imprese e a chiunque nel mondo è interessato alla Moda Italiana, al Made in Italy e all’Italian Style. “Ecco cosa occorre fare” - abbiamo sentito dire dalla professoressa Maria Canella. “E visto che un archivio degli archivi, che sia un indice di tutto quello che abbiamo, che sia costruito con criteri di uniformità, e che sia facilmente fruibile, è interesse di tutti, cerchiamo insieme le risorse per poterlo realizzare. In tempo di crisi è difficile reperire risorse ma esistono finanziamenti europei che possono essere richiesti per un simile progetto. Lavoriamo insieme, facciamo, come si suol dire di questi tempi, “sistema” per raggiungere i nostri obbiettivi. Sia questo convegno - che ha suscitato moltissimo interesse - non un punto d’arrivo ma l’inizio di un percorso”.

In chiusura della mattinata è stato illustrato il progetto Forget Heritage. Un progetto finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione Territoriale Europea Central Europe, il cui principale obiettivo è promuovere la cooperazione tra le città europee per l’identificazione dei migliori modelli di gestione, in partenariato tra soggetti pubblici e privati, per la riqualificazione di spazi o edifici storici in disuso attraverso, l’insediamento di attività culturali o creative.
Regione Lombardia è partner di tale progetto e per l’Italia anche il Comune di Genova. Regione Lombardia ha già identificato uno spazio che verrà messo a disposizione di alcune start-up che hanno progetti innovativi per il mondo della moda, della grafica, fotografia e design.

Grazie per i loro interventi a Federica Rossi, Museo della calzatura di Villa Foscarini Rossi, Stra; a Danilo Craveia, Museimpresa, (che ha parlato anche a nome di Matteo Ferrario di Fondazione Zegna, Trivero, che non ha potuto intervenire) a Alessandra Arezzi Boza, Fondazione Emilio Pucci, Firenze; a Rita Airaghi, Fondazione Gianfranco Ferré, Milano; a Elena Puccinelli, Rinascente Archives, Milano; a Fabio Massaccesi, Fondazione Fashion Research Italy, Bologna; a Barbara Tosi, esperta di europrogettazione Finanziamenti pubblici e privati a sostegno delle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale.

Grazie a Pietro Lenna, Responsabile Unità Organizzativa Moda e Design di Regione Lombardia, per l’ospitalità offerta dalla Regione per aver aperto la manifestazione, a Marco Landi, Presidente naz.le CNA Federmoda e Antonio Franceschini, Coordinatore nazionale Federmoda, per la loro presenza, grazie a Beppe Pisani presidente CNA Federmoda Lombardia per aver promosso il convegno e per aver introdotto i lavori. Un particolare ringraziamento alla professoressa Maria Canella che ha ideato l’evento, mantenuto i contatti con tutti i relatori e coordinato gli interventi della mattinata, e sta lavorando alla costruzione di un portale che sia l’indice di tutti gli archivi esistenti. Grazie all’ottimo staff costituito da persone CNA e di Regione Lombardia che hanno lavorato benissimo insieme. Grazie a tutti i partecipanti. (AM)


Alcune impressioni sul convegno

Una prospettiva interessantissima da cui guardare al futuro della moda. Mettendo insieme tradizione, innovazione e marketing. Un asset - quello della valorizzazione degli archivi - strategico per promuovere il proprio brand; per valorizzare la propria storia e quella dell'unicità della produzione made in italy; per ritrovare ispirazione stilistica nella generazione di nuovi prodotti pescando in un passato che nella moda torna sempre; e per dare una nuova prospettiva di lavoro ai giovani, nell'affascinante e modernissimo mondo della cultura digitale e del fashion. (Francesca Mazzocchi)

A Milano, la moda e' cultura... Un patrimonio da difendere, coltivare e valorizzare, specie nel 2018 che è l’anno europeo del patrimonio culturale. Attraverso il convegno Fashion Cultural Heritage, CNA Federmoda e Regione Lombardia hanno messo a confronto alcuni dei brand storici della moda italiana, raccontati però non attraverso il clamore mediatico e sincronico delle passerelle milanesi o romane, bensì attraverso i preziosi e ponderati archivi dove è custodita, a futura memoria, la loro altisonante storia. Ne è nato un avvincente viaggio nel cuore vero della moda italiana che ha attraversato simbolicamente tutto lo stivale. Non è mancato nemmeno l’ospite a sorpresa: Luca Missoni, figlio di Ottavio, il compianto fondatore della maison di Gallarate, Milano, che ha annunciato l’impegno a catalogare i primi 65 anni di storia del brand famigliare e non solo in una logica di tutela e valorizzazione di ciò che è stato. La storia dei brand rappresenta infatti un fertile terreno in cui seminare frutti che germoglieranno nel prossimo futuro. (Alessio Stefanoni)

Nel corso della interessante mattinata ho avuto modo di ascoltare rappresentanti di varie fondazioni e musei legati a case di moda sul nostro territorio e di apprendere i processi, le dinamiche, le motivazioni e le difficoltà avute negli anni per la conservazione e la salvaguardia dei beni da loro realizzati. Ciò che è emerso in primo piano è sicuramente (sembra ovvio…ma è sempre bene sottolinearlo) l’importanza e il valore di questa ricchezza che va valorizzata e “messa a disposizione” del pubblico (nutrirsi di cultura è fondamentale per la crescita di ognuno di noi!) ma anche delle risorse della stessa azienda di moda che possono apprendere dal passato per poi realizzare prodotti nuovi. E per farlo è fondamentale anche il modo in cui vengono catalogati, descritti e mostrati. È emerso inoltre il gran lavoro necessario a svolgere queste attività e l’importanza di risorse dedicate e preparate sulle modalità di gestione di questi beni. Dato il settore in cui opero il pensiero è andato sicuramente anche alle possibilità occupazionali e agli sbocchi professionali verso cui indirizzare i giovani (ma anche i meno giovani!) che vogliono intraprendere una professione nel settore moda. Non ci si improvvisa in questo ruolo, serve sicuramente una formazione adeguata e determinate soft skills ma anche una comunicazione e promozione di queste opportunità! (Barbara Albanesi)

La moda è un settore di grande valenza economica per il nostro Paese. Supera il successo del Made in Italy ed è frutto del connubio tra il virtuosismo creativo e il virtuosismo produttivo che la nostra filiera sa esprimere. E’ altresì un patrimonio culturale per l’Italia e la storia insita in tante nostre imprese rappresenta sia un valore in termini di memoria che una fonte inesauribile da cui attingere idee per supportare il rinnovo della creatività”. Occorre promuovere e valorizzare con forza questo mondo. (Antonio Franceschini)

Il "Made in Italy" è un marchio che esprime un valore da tutelare e salvaguardare: racconta l'identità e le tradizioni del nostro splendido paese. Nel settore moda il Made in Italy ha trovato senza dubbio una delle sue massime espressioni, acquisendo notorietà in tutto il mondo grazie alla nascita di brand importanti e riconosciuti a livello internazionale. La storia di questi brand, raccontata attraverso archivi di immagini, foto e documenti rappresenta un patrimonio culturale prezioso ed unico per l'Italia, da tramandare alle generazioni future per dare nuovi input e stimoli. (Emanuela Mattioli)

A volte dimentichiamo il patrimonio che deteniamo e, a volte, qualcuno ce lo rammenta. E' successo lo scorso 20 Marzo che Beppe Pisani ce lo rammentasse. Tutti noi che facciamo questo mestiere della moda abbiamo aziende ricchissime di patrimonio, un patrimonio di conoscenza e di materiale documentale. Al rientro nel nostro Atelier ho passato in rassegna foto, disegni, carta modelli che raccontano 60 anni di moda. Così ho pensato che sarebbe meraviglioso se anche le piccole aziende artigiane come la nostra cominciassero a vederlo, questo patrimonio, a riordinarlo e catalogarlo così da poterlo un giorno mostrare. Sono certa che questo lavoro servirà anche a noi: spesso il passato è qualcosa che si ha interiorizzato, è dentro. Il lavoro di riordino ci darà una nuova visione da fuori e potrà darla anche ad altri. Nulla è più bello di poter lasciare in eredità un tale patrimonio. (Alessandra Ginelli)


Presentazioni relatori

Barbara Tosi | Finanziamenti pubblici e privati 

Ilaria Pittaluga | Forget Heritage Project

Fabio Massaccesi | L'archivio come software d'impresa

Federica Rossi | Museo della calzatura di Villa Foscarini Rossi