A proposito di

"Carta d'identità elettronica"

ceriani

Un ampio servizio pubblicato sul settimanale “COMOCRONACHE” evidenzia con dovizia di particolari il disagio che molti cittadini italiani stanno subendo dall'introduzione del provvedimento che valida, con un semplice timbro, la carta d'identità cartacea prorogando la sua scadenza di 5 anni. Alle frontiere, anche volendo andare in Svizzera, il timbro non piace. Ma non è ritenuto valido, per questioni di sicurezza, anche in molti altri paesi. A questo proposito vorrei dare il mio contributo alla discussione e fornire alcune informazioni.

Stiamo parlando di una norma - inserita nella Legge finanziaria del 2008 - che aveva lo scopo di snellire le procedure burocratiche accompagnata dal nobile gesto di “non mettere le mani in tasca agli italiani” all'interno del più ampio progetto C.I.E. (Carta d'Identità Elettronica). Il legislatore - dopo 10 lunghi anni di sperimentazioni e gestione di ricorsi vari - aveva dato l'avvio alla “grande riforma dell'identificazione dei cittadini” e previsto l'introduzione della la Carta d'Identità Elettronica su scala nazionale a partire dal mese di gennaio 2009.

L'emissione del documento elettronico prevedeva però una serie di adempimenti piuttosto onerosi per gli utenti e quindi applicabili con difficoltà dai comuni.
CI_elettronicaMa la validità della tessera era portata a 10 anni e questo, oltre ad essere in linea con altri paesi europei, aveva l'obbiettivo di spalmare il costo (quantificato in circa 30/35 Euro) in un periodo più lungo rispetto a quello associato al documento cartaceo e di fornire inoltre uno “strumento” contenente in se ampie possibilità di utilizzo: documento d'identità, firma elettronica, carta servizi sanitari, codice fiscale, ecc., insomma una bella riforma.
Peccato che i risvolti negativi di questa pregevole iniziativa abbiano superato le auspicate positività:

1. intanto i cittadini si ritrovano con un documento la cui proroga, pur valida in Italia, non è sempre riconosciuta all'estero. Vi lascio immaginare in quali problemi si può incorrere in assenza di documento valido, come minimo ti bloccano in aeroporto in arrivo o in partenza

2. il timbro è quindi un finto beneficio, in cambio del risparmio di 5, 92 Euro (tanto costa rifare una nuova carta d'identità, fotografie escluse) si può incappare in gravi inconvenienti

3. i comuni ci perdono e hanno comunque dovuto investire per adeguare gli uffici ed il personale al protocollo previsto con l'introduzione della CIE, ma la CIE vive da alcuni anni in regime di proroga dovuta a ricorsi e cause pendenti di vario tipo e genere e non si capisce se e quando decollerà

4. altra perdita la subiscono le imprese del settore fotografico che non eseguono le fototessera (una perdita per decreto di circa 200 milioni di Euro all'anno, subita da fotonegozianti e produttori di materiali e attrezzature che ha dato non pochi problemi di bilancio e di occupazione

5. i cittadini, in attesa che il Paese si doti di strumenti moderni ed efficaci, subisce disagi e contrattempi sicuramente più onerosi rispetto al risparmio ottenuto. Recentemente in una trasmissione televisiva è stato dato risalto all'episodio di respingimento, con grossi problemi per il malcapitato, avvenuto in un paese non proprio vicino a casa: la Turchia.

Ritengo che una approfondita riflessione sul problema, non più rimandabile, debba coinvolgere i consumatori, le imprese fotografiche il Ministero dell'Interno e quello dell'Innovazione per trovare una soluzione che coniughi sicurezza e modernità. Altrimenti mostriamo davvero poca serietà.

Franco Ceriani, presidente CNA Comunicazione e Terziario Avanzato -  Lombardia