Oltre la vecchia officina Tecnologie digitali e sfida capitale umano
COMUNICATO STAMPA
Continua la crescita, seppur debole dell’economia lombarda che per il 2026 prevede un aumento del Pil dello 0,7%. Se gli investimenti nel 2025 hanno registrato un aumento del 2,4%, quest’anno si prevede invece una flessione dello 0,7%.
Sono questi alcuni dei numeri forniti da Cna Lombardia nel Primo Focus 2026 sull’andamento dell’economia regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi.
Anche i consumi registrano un ritmo moderato di crescita. In Lombardia, nel 2025, il numero degli occupati si conferma in crescita dello 0,8% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente. Nel confronto con il terzo trimestre 2021, la crescita occupazionale fa segnare un aumento degli occupati del 6%. commercio, ristorazione e servizi alberghieri i settori più movimentati.
Nonostante le tensioni internazionali l’export resta stabile. Negli ultimi 4 anni ha visto un balzo in avanti per tutte le città della Lombardia con Cremona che vede un aumento del 13,5% Ottimo il dato dell’agroalimentare che dal 2021 ha registrato un aumento del +49%.
Dati negativi per l’artigianato, tutte le province hanno fatto registrare un calo importante, Cremona segna un (-6,7%).
Non va meglio per i prestiti alle imprese, numeri a doppia cifra praticamente per tutte le città, Cremona un -10,5%. Per quanto riguarda le imprese attive si segnala un calo del (-4,2%) per Cremona. Milano unica città con segno +. L’inflazione pesa sulle tasche dei cittadini lombardi.
Il manifatturiero comasco sta attraversando una trasformazione profonda, segnata dall’ingresso definitivo dell’innovazione digitale nei processi produttivi. L’integrazione tra macchinari, software
e dati non rappresenta più una scelta strategica opzionale, ma una condizione imprescindibile
per rimanere competitivi sui mercati. In questo contesto, la formazione tecnologica 4.0 assume un ruolo centrale, diventando uno dei principali fattori di resilienza economica del territorio.
Come spiega Natalia Tacchini di Ecipa Lombardia, emanazione del sistema Cna, oggi le imprese meccaniche richiedono competenze sempre più orientate alla connessione tra macchine di produzione e sistemi gestionali: «La necessità nasce spesso dall’acquisto di nuove tecnologie: l’azienda deve formare il personale per gestire l’intero processo digitale, dalla preventivazione alla fatturazione elettronica». La digitalizzazione, dunque, non riguarda solo la produzione, ma l’intera filiera aziendale.
Per rispondere a questa esigenza, Ecipa propone percorsi formativi “customizzati”, costruiti su misura grazie al supporto di partner tecnologici e all’utilizzo dei fondi interprofessionali, con l’obiettivo di ridurre l’impatto dei costi per le imprese.
A rafforzare questa spinta verso l’innovazione, Confartigianato Imprese Como ha lanciato il corso “Efficienza produttiva nelle officine meccaniche”. Realizzato in collaborazione con il Made-Competence Center Industria 4.0 del Politecnico di Milano e finanziato con fondi Pnrr, il percorso si
configura come un laboratorio esperienziale basato sui principi del Lean Thinking. Attraverso “serious games” nella Digital Factory e simulazioni operative, i partecipanti apprendono strumenti come 5S, Kanban e Value Stream Mapping, ottenendo una certificazione delle competenze 4.0 rilasciata dai docenti del Politecnico.
Questo slancio innovativo, tuttavia, si scontra con una criticità strutturale: la difficoltà nel reperire e inserire manodopera qualificata. «Negli ultimi mesi, come Federazione Manifatturiera e Subfornitura di Confartigianato Imprese Como, abbiamo riscontrato una carenza sempre più evidente di lavoratori qualificati»> sottolinea Francesco Magni, presidente di categoria. «Non si tratta di un problema episodico, ma di una criticità strutturale che coinvolge l’intero sistema produttivo locale>>.
La diagnosi è condivisa anche da Cna. «Il problema principale è la fatica dei giovani nell’avvicinarsi al comparto meccanico> osserva Tacchini. Le imprese si trovano così a puntare su personale di lunga esperienza o sul riaggiornamento di profili adulti, mentre aumenta la competizione per i pochi tecnici esperti disponibili. Sul territorio comasco incidono inoltre il frontalierato verso la Svizzera e l’attrattività delle multinazionali milanesi.
Secondo Magni, alla base di queste difficoltà vi sono scelte culturali che, per anni, hanno relegato la formazione tecnica e professionale a percorsi di “serie B”. Per invertire la tendenza, Confartigianato ha avviato nel 2025 progetti come “Maestri del Mestiere” e il podcast “Voci dell’Artigianato”, per raccontare un’officina moderna, digitale e stimolante. «Se non si interviene ora-avverte -il rischio è che il know how si perda senza essere tramandato».
La strategia futura dovrà muoversi su due direttrici: investire in competenze tecniche di alto livello e sviluppare politiche di welfare aziendale capaci di rendere il lavoro più attrattivo per i giovani. In questa direzione si inserisce anche il protocollo siglato da Cna con il Ministero dell’Istruzione, per portare nelle scuole medie una nuova consapevolezza: l’artigianato 4.0 è un settore dinamico, dove innovazione e saper fare procedono fianco a fianco.
La Provincia di Como – 13.02.2026
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