CNA Lombardia scrive ai parlamentari lombardi: ecco le priorità per la ripartenza

lettera aperta

CNA Lombardia scrive ai parlamentari lombardi: ecco le priorità per la ripartenza

CNA Lombardia ha inviato ai Parlamentari eletti in Lombardia una lettera aperta firmata dal Presidente Daniele Parolo e dal Segretario Stefano Binda per chiedere di predisporre soluzioni incisive in tempi rapidi per la ripresa dell’economia. Le priorità per la ripartenza? Agire con urgenza su piano vaccinale, web tax, moratoria fiscale, riapertura di settori non a rischio di contagio, adempimenti per le startup innovative.

Di seguito riportiamo il testo del documento presentato ai deputati lombardi:

Gentilissima, Gentilissimo,

proprio come nello scorso mese di ottobre rinnovo la prassi di una lettera aperta di CNA Lombardia ai parlamentari eletti in Lombardia sulle maggiori urgenze che le imprese stanno vivendo.

Non possiamo che confermare le difficoltà di questa stagione particolare: ad un anno abbondante dall’esplosione della pandemia la vita di imprese, famiglie e cittadini è ancora lontana da riguadagnare condizioni minime di normalità.

I movimenti delle persone sono ridotti, la fiducia nelle proprie capacità di spesa o di investimento sconta le ristrettezze del momento attuale e l’incertezza delle prospettive, i consumi ristagnano (con la fortunata e fisiologica eccezione del comparto alimentare), il mercato interno è tuttora in apnea mentre gli ordinativi esteri forniscono senza dubbio una schermatura protettiva alle imprese più strutturate ma sono distanti dalle fasi di crescita.

Il senso delle istituzioni dei nostri soci (25 mila imprese nella sola Lombardia) è robusto. La nostra Organizzazione ha saputo sempre canalizzare in modo virtuoso la pur legittima frustrazione della fase, schivando situazioni di protesta potenzialmente incontrollabili, strumentalizzabili o segnate da facili ambiguità o collateralismi deprecabili con forze politiche lontane dai valori della nostra Costituzione repubblicana.

Abbiamo tuttavia il dovere di segnalare un disagio molto forte e di chiedere ai Parlamentari lombardi di agire con tempestività, nell’ambito delle proprie funzioni, al fine di predisporre soluzioni incisive in tempi rapidi.

Il Decreto Sostegni, se da un lato conferma un’attenzione positiva all’economia reale, sconta tuttavia i limiti dello strumento sotto il profilo del calcolo delle perdite di fatturato (un vincolo già efficacemente denunciato da CNA Nazionale) e l’inevitabile ridimensionamento del valore dello stanziamento complessivo del provvedimento alla luce di una platea larghissima di beneficiari: l’incidenza del singolo contributo sulla situazione dell’impresa è quindi irrisorio se pensiamo alle quote di fatturato perduto nell’ultimo anno.

Si leva quindi con comprensibile insistenza la richiesta, che andrebbe seriamente considerata, di una vera e propria moratoria fiscale relativa ad un semestre di imposta. Ciò che lo Stato può dare in termini di sostegno appare infatti inferiore, per capacità di impatto, al gravame fiscale che lo Stato può togliere.

Non sarebbe affatto secondario, sullo stesso terreno, permettere un rientro sufficientemente graduale delle nostre imprese dalle moratorie fiscali e creditizie già varate: una gestione troppo rigida delle scadenze determinerebbe infatti, oltre ad una moltiplicazione esponenziale degli impegni di cassa, insuperabili difficoltà al circolante.

Siamo d’altronde sempre più convinti che non vi sia stimolo più efficace per l’economia di una massiva, pubblica, universale, strutturata, obbligatoria e territorialmente capillare campagna vaccinale.
Prima riapriamo, prima ripartiamo.

Possiamo anche segnalare alcune situazioni che da troppo tempo si trascinano in modo increscioso e su cui l’azione politica non ha saputo al momento incidere in modo coerente.

I centri di revisione stanno pagando un prezzo ingiusto e sproporzionato alla crisi e forse anche all’inefficienza di alcuni pezzi di Pubblica Amministrazione. La proroga ulteriore dei termini e delle scadenze per le revisioni penalizza la sicurezza stradale, fa perdere ricavi legittimi ed ingentissimi agli operatori e sacrifica una quota rilevante di gettito IVA proprio nel momento in cui lo Stato ne avrebbe bisogno per soccorrere settori realmente a rischio contagio. In questa situazione, sono passati 4 mesi pieni dall’approvazione, in sede di Legge Finanziaria, dell’aumento delle tariffe per le revisioni: tempi biblici per un’azione di sollievo (dovuta visto che le tariffe erano bloccate da un decennio) decisiva in periodo di crisi.
Pensiamo poi alle numerosissime testimonianze della difficoltà di un segmento importante come quello dell’estetica, dell’acconciatura e del benessere. Un mercato da 6 miliardi l’anno, con 250 mila addetti. Una filiera che lavora con rigorose linee – Guida per la sicurezza e il contenimento dei contagi. Non appare comprensibile la chiusura di questo settore. Sembra un atto di autolesionismo del Paese, che almeno potrebbe, senza rischio di incrementare la pandemia, evitare di rafforzare ancora di più la povertà, il disagio economico e sociale, la disperazione di tanti.

Di questi giorni è anche una notizia se volete “laterale” rispetto al tema-chiave della lotta alla pandemia, ma ugualmente significativa. Il Consiglio di Stato ha ripristinato la competenza dei notai sull’apertura delle startup innovative, che si trovano a dover sopportare una voce di costo strutturale che drenerà risorse da investimenti importanti per la diffusione dell’innovazione.

Ad ottobre CNA Lombardia aveva lanciato un’idea: innalziamo l’aliquota della web tax. Il mercato del web anche per acquisti elementari è letteralmente esploso, con fatturati da capogiro. Non manderemo in rovina nessuna multinazionale se come sistema – Paese attueremo un prelievo superiore incamerando risorse per sostenere chi, come gli artigiani che rappresentiamo, hanno un total tax rate del 60 per cento sulle spalle.

Proviamoci, basta attardarsi su misure del tutto ragionevoli e sorrette dalla luce della ragione e della giustizia economica e sociale.

CNA Lombardia è pronta ad interloquire e a confrontarsi con Lei, con i Colleghi del Suo Gruppo e di ogni partito.

Siamo a disposizione per produrre le necessarie coerenze ed intese presso la politica regionale, nell’auspicio che il sistema politico-istituzionale lombardo possa muoversi in modo sinergico a livello nazionale nell’interesse dell’economia reale.

La ringraziamo davvero per l’attenzione che ci ha testimoniato.

Un saluto cordiale,

Daniele Parolo – Presidente CNA Lombardia

Stefano Binda – Segretario CNA Lombardia

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