Daniele Parolo, Presidente CNA Lombardia: “Il Decreto Liquidità non basta, non è possibile puntare tutto sul credito bancario. Se deve essere New Deal, che New Deal sia.”

Parolo, CNA Lombardia

Daniele Parolo, Presidente CNA Lombardia: “Il Decreto Liquidità non basta, non è possibile puntare tutto sul credito bancario. Se deve essere New Deal, che New Deal sia.”

Daniele Parolo, Presidente CNA Lombardia: “Non è possibile puntare tutto sul credito bancario: più che una patrimoniale, chiediamo al ceto medio di comprare titoli di Stato vincolati allo sviluppo e alle manutenzioni del patrimonio pubblico e dei territori”

Se deve essere New Deal, che New Deal sia.

Potremmo riassumere così le parole espresse dal Presidente di CNA Lombardia, Daniele Parolo: “Il Decreto Liquidità non basta: la misura del suo effettivo stanziamento è debole, e le risorse mobilitabili sono senza dubbio ingenti, ma troppo dipendenti dal comportamento degli istituti di credito, su cui nessuno di noi, in tutta onestà, può mettere la mano sul fuoco. Alla fine, pur nell’automatismo del Fondo Centrale di Garanzia, apprezzabile, resta la valutazione bancaria, tutt’altro che scontata.

Resta poi il tema, non banale, dei tempi. “Tra gli annunci della politica e l’effettiva erogazione di liquidità alle imprese e alle famiglie, per non parlare del bonus per gli autonomi, quanto tempo passerà?” prosegue Parolo.

Il Presidente di CNA Lombardia esprime perplessità anche sulla proposta avanzata da alcuni ambienti politici (per esempio dall’ex Ministro Delrio) circa l’imposizione di una imposta patrimoniale: “Rischia di indebolire la propensione al consumo di fasce comunque non propriamente ricche della società. Il ceto medio va tutelato, non frustrato ulteriormente”.

Più convincente appare l’idea di chiedere invece a chi può di investire su titoli di Stato remunerativi e comunque vincolati, nella loro stessa emissione, a opere di manutenzione del territorio e del patrimonio pubblico, anche sul terreno del riassetto idro-geologico, per non parlare della banda larga e dell’infrastruttura digitale.Anche sul piano simbolico, una misura di questo genere metterebbe in circolo risorse e consoliderebbe i legami di comunità e l’appartenenza al Paese e all’Europa”, commenta Daniele Parolo.

Circolano invece con insistenza alcune ipotesi riguardanti l’istituzione di una task force regionale per pensare alla ripartenza e alle misure di rilancio dell’economia. Secondo il Segretario di CNA Lombardia, Stefano Binda, tale proposta va valutata con cautela: “Esiste già una sede di confronto, il Patto per lo Sviluppo, dove siedono le rappresentanze di interessi e i Sindacati e con cui una ipotetica task force avrebbe il dovere di dialogare. Mi permetto di lanciare un invito alle forze politiche: evitiamo di costituire comitati di saggi costituiti esclusivamente da qualche autorevole professore universitario e magari da qualche celebre capitano d’industria. L’obiettivo non deve essere fare notizia con qualcosa di cool, ma mettere in campo proposte praticabili e ascoltare il mondo reale. Ci sono intelligenze autorevoli, accademiche e professionali, sindacali e datoriali, imprenditoriali e culturali, che possono lavorare a questo scopo. Ma ascoltiamoli e valorizziamoli dove sono già senza creare altre sovrastrutture”.

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