“Caro Governo, cara Regione, lasciateci fare quello che sappiamo fare”. Lettera aperta del Presidente Parolo di CNA Lombardia

Parolo, CNA Lombardia

“Caro Governo, cara Regione, lasciateci fare quello che sappiamo fare”. Lettera aperta del Presidente Parolo di CNA Lombardia

Cari soci siamo a una settimana dalla fine del lockdown e l’altro ieri sera abbiamo assistito all’ennesimo comunicato.

Guardiamo i tempi verbali del discorso. Tanto futuro semplice, poco presente indicativo. “Faremo, verrà, sarà…”

Noi imprenditori siamo abituati a parlare quando abbiamo già pensato a cosa fare. Dopo aver pensato, facciamo, e dopo aver fatto, qualche volta parliamo.

Se avessi scritto di getto mi avrebbero forse potuto denunciare per vilipendio.

La notte e il giorno mi hanno permesso di riflettere ma non di cambiare opinione: non c’è da parte delle istituzioni centrali la percezione della realtà, che io come voi, che noi viviamo tutti i giorni.

Le imprese che sono allo stremo e stanno dando fondo alle loro energie mentali e economiche, ma stoicamente resistono.

In questi giorni ascoltiamo levarsi dai Territori della Lombardia, dai nostri paesi, dalle città e dalla metropoli, la protesta e la testimonianza delle tante imprese del settore benessere e sanità, degli acconciatori, delle imprese del comparto estetica: non ce la fanno più, a giugno molte di esse rischiano di non riuscire a riaprire. Hanno già riflettuto e condiviso linee per la riapertura in sicurezza, inutile proseguire oltre il calvario della sospensione attività.

Pensiamo però anche alle imprese del settore trasporto – persone, ferme da due mesi per decreto, fermi per lo stop a persone, imprese, turismo. Eppure si potrebbe davvero fare il bene della Comunità facendole lavorare in sinergia con il trasporto pubblico nella gestione della fase 2, come ipotizzato già in alcune realtà italiane.

Stiamo attendendo da giorni la fase due, che si è presto tramutata in una fase uno con la possibilità di fare una passeggiata più lunga di 200 metri, ma per le Ripartenze delle aziende dobbiamo avere pazienza!

Ma insieme alla pazienza dovrebbero arrivare i soldi perché a noi le nozze con i fichi secchi non piacciono!

Ad oggi, a parte i 600 euro di bonus erogati da INPS, e lo slittamento delle imposte, resta l’ipotesi di sostegno al credito/debito derivante dal Decreto Liquidità: ottenere questi finanziamenti è complicato per le imprese che, lo voglio ricordare, sono ferme per ordine dello stato.

Anche regione Lombardia ha ricalcato lo schema di supporto al credito con garanzie.

L’unica vera certezza resta l’aiuto che ci stiamo dando da soli, gli uno agli altri. Penso agli ammortizzatori sociali erogati dal Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato, un fondo pagato da noi per i nostri lavoratori!! 

Da giorni, se non da settimane, ad ogni tavolo istituzionale parliamo della necessità di superare, in vista della riapertura, la logica ottusa dei Codici Ateco, passando dal quesito su “CHI” possa riaprire a quello, ben più rilevante e pragmatico, su “COME” poter tutti riaprire.

Ma vedo che tutte le task force del mondo non hanno saputo fare granché in questa logica…eppure siamo al 28 aprile. La politica e i suoi tecnici hanno forse un calendario diverso dal nostro?

Quale stupore mi ha invece preso nel venire a scoprire che è stato fissato in 50 centesimi il prezzo massimo per le mascherine chirurgiche: neanche un mese fa, Conte e il Commissario Arcuri si complimentavano con i sistemi moda di CNA e Confindustria per aver insieme strutturato una filiera per produrre in Italia ad un prezzo concordato…e oggi il Governo torna ad inseguire la logica del basso costo a favore di Paesi con ben altri standard etico-sociali e ben altre impalcature giuridiche.

Rispetto, gratitudine, serietà?

A Milano abbiamo un detto. Siamo tutto sommato, sotto una scorza a volte dura, delle brave persone…alcuni osservatori, guardandoci, direbbero che ci piace lavorare tanto, che siamo tranquilli e buoni…ma non siamo degli ingenui!

Noi siamo pronti a ripartire, nel rispetto della sicurezza dei nostri collaboratori, delle nostre famiglie, dei nostri cari.

Nel ricordo dei nostri Padri, che ci hanno affidato la cultura della nostra terra.

 

Caro Governo, cara Regione, lasciateci fare quello che sappiamo fare.

 Noi, il nostro lavoro, sappiamo farlo bene.

 Grazie a tutti voi, amici e soci della nostra CNA!

 

 

Daniele Parolo

Presidente CNA Lombardia

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