FSBA: erogati i primi contributi ai lavoratori delle imprese artigiane previsti per l’emergenza Covid-19

FSBA CNA Lombardia

FSBA: erogati i primi contributi ai lavoratori delle imprese artigiane previsti per l’emergenza Covid-19

FSBA, il Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (costituito da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai, CGIL, CISL , UIL), ha iniziato, grazie al prezioso lavoro delle 21 articolazioni territoriali degli Enti Bilaterali Regionali, ad erogare i primi contributi di sostegno al reddito ai lavoratori delle imprese artigiane previsti per l’emergenza Covid-19.

Leggi il comunicato stampa di FSBA:
COMUNICATO STAMPA FSBA

I primi assegni da “cassa integrazione” sono giunti nei giorni scorsi ai lavoratori che momentaneamente sono stati sospesi per la chiusura delle attività produttive. Erogati ad oggi circa 3,5 milioni di Euro che diventeranno entro la fine di aprile più di 200 milioni.

Sono oltre 145mila le aziende artigiane che hanno già richiesto la prestazione prevista da FSBA e oltre 555mila i lavoratori che ne beneficeranno. “Stiamo procedendo con la massima velocità per garantire sostegno ai dipendenti delle imprese artigiane e alle loro famiglie” – dichiara Fausto Cacciatori, Presidente di FSBA. “A fronte delle domande ad oggi pervenute si rendono necessarie ingenti risorse per le nove settimane previste dal Decreto Ministeriale e ogni lavoratore, per lo stesso periodo, riceverà più di 2.000 Euro netti. Stiamo accelerando perché vogliamo che il tessuto delle nostre imprese, cuore pulsante del Paese, arrivi intatto all’appuntamento con la ripresa. Non vogliamo lasciare indietro nessuno”.

Ad oggi la Regione con più domande inserite è la Lombardia (28644 aziende per 113.547 lavoratori). Seguono l’Emilia Romagna (17650 aziende per 76.183 lavoratori), il Veneto (15.759 aziende per 67.347 lavoratori), la Toscana (15232 aziende per 65.021 lavoratori), il Piemonte (14.013 aziende per 52.298 lavoratori) e le Marche (8.412 aziende per 37.098). “La geografia delle domande continua, il vice-Presidente Claudio Sala – è strettamente legata al numero di attività presenti sui territori regionali e nello stesso tempo rispecchia, purtroppo, la diffusione dell’epidemia da Covid-19”.

Torino (6401 aziende per 22.741 lavoratori), Milano (6.120 aziende per 21.035 lavoratori) e Brescia (5367 aziende per 23.953 lavoratori) sono le città dove il disagio per gli artigiani risulta maggiore. Seguono Firenze (4.009 aziende per 18.962 lavoratori), Bergamo (3.690 aziende per 16.600 lavoratori), Roma (3.224 aziende per 9.595 lavoratori), Bologna (2.924 aziende per 12.523 lavoratori), Varese (2.859 aziende per 10.709 lavoratori), Perugia (2.712 lavoratori per 11.363 lavoratori) e Bari (2.675 aziende per 8.925 lavoratori).

In Veneto richieste omogenee su tutto il territorio regionale: Padova (3.177 aziende per 14.653 lavoratori), Vicenza (3.075 aziende per 13.993 lavoratori), Treviso (2.975 aziende per 12.979 lavoratori), Verona (2.669 per 10.160 lavoratori) e Venezia (2.498 aziende per 9.954 lavoratori). “Il momento difficile, lo si capisce con evidenza dai dati, riguarda sì le grandi città – afferma il Presidente Fausto Cacciatori- ma soprattutto quelle medie e piccole. Dalle cifre del disagio, si capisce come le imprese artigiane siano, la storia lo dimostra, linfa vitale del nostro Paese. Un presidio autentico ed irrinunciabile”.

La meccanica, la produzione e la lavorazione di metalli e l’autoriparazione è il settore dove sono maggiori le richieste (44.877 aziende per 195.231 lavoratori). A seguire i servizi alla persona con 34.337 aziende per 83.660 lavoratori e l’installazione di impianti (18.391 aziende per 66.809 lavoratori). Segnano il passo anche gli artigiani del legno e della carpenteria navale (8.198 aziende per 34.923 lavoratori) e del tessile (6.410 aziende per 34.927 lavoratori). Avanzate, infine, nonostante il periodo, domande di sussidio anche nel settore delle produzioni alimentari (11.888 aziende per 44.291 lavoratori).

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